MagnaSicilia - Prodotti tipici siciliani - Pippo Fava frasi

Oggi non voglio parlarvi dei prodotti siciliani tipici ma di eroi siciliani, perché la nostra è una terra piena di uomini e donne coraggiose. Vi parlerò di un giornalista, di uno dei più coraggiosi professionisti catanesi, audace, intelligente e con un animo d’artista.

“Modificando i pensieri della gente, giorno dopo giorno, mese dopo mese, tu vai creando la pubblica opinione la quale rimugina, si commuove, s’incazza, si ribella, modifica se stessa e fatalmente modifica la società entro la quale vive. Nel meglio o nel peggio.”

Vi racconterò di Pippo Fava della sua vita, frasi famose vita e sfide.

La biografia di Pippo Fava

Il giornalista fosse nato 1925 era un uomo moderno, pieno di vitalità. Catanese di adozione, si trasferisce a Catania nel dopoguerra, diventato giornalista. Lavora per diverse testate, ma è per Espresso Sera che da caporedattore fa i suoi servizi migliori.

Coraggioso e pieno di vitalità e voglia di cambiare la sua amata Sicilia fra i suoi lavori più importanti possiamo contare le interviste ai Boss di Cosa Nostra tra cui:

  • Calogero Vizzini.
  • Giuseppe Genco Russo.

Ma non possiamo catalogarlo solo così perché nel frattempo Pippo Fava scrive opere per il teatro, che vengono premiate dalla critica e, in alcuni casi, divengono film. Nella primavera del 1980 gli fu affidata la direzione del Giornale del Sud.

Portò avanti l’incarico con determinazione e professionalità, avvalendosi dell’aiuto di un gruppo di giovani e inesperti cronisti, tra cui il figlio Claudio. Con impegno e determinazione riuscì a trasformare il Giornale del Sud in un quotidiano di denuncia.

In un articolo spiegò chiaramente che la sua redazione si basava principalmente sulla verità per «realizzare giustizia e difendere la libertà».  Fu in quel periodo che anche grazie a Pippo Fava si riuscì a denunciare le attività di Cosa nostra, attiva a Catania soprattutto nel traffico di droga.

L’inizio della fine

La sua avversione alla base missilistica a Comiso, la sua presa di posizione a favore dell’arresto del boss Alfio Ferlito e l’arrivo di una nuova cordata di imprenditori al giornale, alcuni dei quali vicini al boss Nitto Santapaola, segnarono l’inizio della fine del giornalista.

Iniziarono le ritorsioni contro la rivista: la prima pagina del Giornale del Sud che denunciava alcune attività di Ferlito fu sequestrata prima della stampa e censurata, mentre il Fava non era in ufficio per impedirlo.

Venne perfino organizzato un attentato con una bomba contenente un chilo di tritolo, fortunatamente in quell’occasione il giornalista riuscì a salvarsi. Non passò molto tempo prima che Fava venisse licenziato anche se i suoi giovani giornalisti protestarono e occuparono la redazione per una settimana in segno di solidarietà. Pochi mesi dopo il giornale fu chiuso per volere degli stessi investitori.

Radar e la rinascita della lotta

Da queste ceneri nasce una cooperativa RADAR, che finanzia il primo progetto editoriale indipendente, I SICILIANI.

Il primo numero della nuova rivista mensile venne pubblicato nel novembre 1982 divenendo subito un baluardo del movimento antimafia. Finalmente libero Pippo Fava avanzò con determinazione e le inchieste della rivista iniziarono a spaziare dagli attacchi alla presenza delle basi missilistiche in Sicilia alla denuncia continua della presenza della mafia.

L’articolo che scosse maggiormente l’opinione pubblica fu quello firmato Pippo Fava e intitolato “I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa” in cui venivano denunciate le attività illecite di quattro imprenditori catanesiedi altri personaggi comeMichele Sindona, collegati con il clan del boss Nitto Santapaola.

Il 28 dicembre Pippo Fava rilasciò la sua ultima intervista a Enzo Biagi, all’interno della trasmissione Film Story su Rai Uno, mancavano solo 7 giorni al suo assassinio. Nell’intervista usa parole dure: “Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante…”

La tragica Morte

La sera del 5 gennaio 1984, appena lasciata la redazione del suo giornale fu colpito alla nuca da 5 proiettili che lo uccisero sul colpo. Pippo divenne così il secondo intellettuale, dopo Giuseppe Impastato, a essere ucciso da Cosa Nostra.

Scrittore, giornalista, drammaturgo, saggista e sceneggiatore Fava fu personaggio carismatico apprezzato dai propri collaboratori per professionalità e semplicità. Viene accomunato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa come la massima espressione letteraria della Sicilia nel secondo dopoguerra.

La sua redazione continuò la lotta, infatti, l’omicidio di Fava non impedì alla sua rivista, I Siciliani, di continuare ad uscire.

“Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante. È un problema di vertici e di gestione della nazione, è un problema che rischia di portare alla rovina e al decadimento culturale definitivo l’Italia.”

pippo fava frasi

SE VOLETE VEDERE QUESTA ULTIMA INTERVISTA POTETE VISITARE IL NOSTRO CANALE

RIVISTA I SICILIANI

#pippofava #eccellenzasiciliana #visitsicily #magnasicilia #siciliabedda #sicilia

Tags

No responses yet

Rispondi